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Buon appetito!

Una carrellata di piatti tipici calabresi

prodotti tipici calabresi

Stilare un intero menù di piatti tipici calabresi non sembrerebbe un’impresa agevole. Vuoi perché la regione presenta realtà differenti (da cui il termine Calabrie), vuoi perché la tradizione gastronomica è incentrata principalmente su prodotti conservati, come insaccati, formaggi e sottoli.

Ciononostante, la nostra magnifica terra offre spunti decisamente interessanti: da nord a sud è un ribollire (è proprio il caso di dirlo!) di piatti legati principalmente alle ricorrenze religiose, ma non solo. Andiamo a scoprirli insieme.

 Un tipico antipasto è costituito dai prodotti di cui abbiamo parlato in precedenza: soppressata, nduja, capocollo, caciocavallo, pecorino, ricottine, sottoli (melanzane, pomodori, funghi, peperoni, olive), delizie ideali per stimolare l’appetito e preparare il palato ai gusti decisi della cucina calabrese.

 I primi piatti, legati anch’essi alla tradizione agricola, presentano un tipo di pasta comune a tutto il territorio ma che assume denominazioni differenti: i fileja, chiamati anche maccarruni o scilatelli, pasta lavorata al ferretto e accompagnata da sughi di carne di maiale o capra, con la variante di fagioli e cozze. Altre leccornie sono le lagane e ciciari, una pappardella con i ceci, e la pasta 'ncasciàta, pasta al forno con polpettine, uovo sodo, soppressata, caciocavallo, melanzane fritte e salsa di pomodoro.

 I secondi piatti di carne annoverano come protagonista assoluto il morzeddhu (simbolo di Catanzaro), una sorta di trippa al pomodoro consumato con la pitta, una particolare ruota di pane prodotta appositamente. Ottime anche le salsicce arrostite, rigorosamente piccanti, accompagnate da pipi e patati, peperoni e patate soffritti insieme. Da ricordare anche le rape e sasizzi, versione calabra delle salsicce e friarielli napoletani.

 La tradizione marinara fornisce il proprio contributo ai secondi piatti di pesce soprattutto con il pesce spada, servito alla ghiotta (pomodoro, olive, capperi, prezzemolo e cipolla) lungo la Costa Viola (Tirreno reggino) e con un pesce proveniente dai mari del nord: lo stoccafisso di Mammola (RC), cucinato nei modi più fantasiosi.

 La tradizione dolciaria, invece, presenta un elenco interminabile di prelibatezze: sua maestà il tartufo di Pizzo; i mastazzola, biscotti a base di miele; i sussumelli, con uvetta e cioccolato; i turdiddri, gnocchetti ricoperti di miele di fico; la pignolata, simile ai turdiddri; la pitta 'mpigliata, con frutta secca e miele, e altre numerose squisitezze.

 Ogni pasto non può non essere innaffiato da un buon vino, sia esso bianco, rosso o rosato. E, per terminare, un liquore al bergamotto, alle erbe o alla liquirizia.

 

Buon appetito!

 

Alessandro Stella

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